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martedì 29 marzo 2011

Il pregiudizio italiano

Non esite cosa al mondo meno comprensibile del pregiudizio. Già è insopportabile il giudizio, poichè nessuno dovrebbe permettersi di giudicare le azioni, i pensieri, la cultura o il passato di altri. Immaginate  quindi quanto possa risultare assurdo giudicare quando non si è a conoscenza delle azioni, del pensiero, della cultura o del passato di un individuo? Quale laurea ti permette di farlo, quale filosofia? Nessun filosofo che io conosca ha mai sprecato anche solo un briciolo di inchiostro in tal senso. Forse qualcuno durante il nazifascismo, ma è la stoia che ti proclama filosofo, non il fuhrer.

Io ho apprezzato filosofi che scrivevano di diritti umani, di solidarietà, di tolleranza, di politica sociale. E lì si che d'inchiostro ne hanno usato perchè speravano che non andasse sprecato; speravano che lasciando tali scritti avrebbero evitato al mondo che un giorno un politico potesse esclamare le parole "fuori dalle balle!" rivolto ad altri uomini in difficoltà. Hanno fallito quindi!

Ricordo che un grande filosofo americano, William James, affermava che "molte persone sono convinte di star riflettendo, quando in realtà stanno semplicemente riordinando i loro pregiudizi".

Ecco cosa sta accadendo al governo italiano sull'affaire Lampedusa. Stanno lì a riordinare i loro pregiudizi sui rifugiati politici, sui clandestini e sui lampedusani stessi convinti di star ragionando.
E non so se mi rattrista più la vostra ignoranza o le condizioni in cui versa l'isola di Lampedusa.... Forse la vostra ignoranza perchè non ha margini di miglioramento.

Al prossimo post. graz

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