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mercoledì 6 aprile 2011

GOVERNO VS CULTURA

Ieri sera mi è capitato di vedere un pezzo di un programma di LA7. Fra gli ospiti c'era Dario Fo, premio nobel per la letteratura che affermava che, escludendo ed allontanando i giovani dalla ploitica, il governo compie un errore enorme. E terminava definendo i politici ai quali poco prima si rivolgeva (cioè tutti) imbecilli. 4 gatti del Pdl in collegamento da Milano hanno iniziato a soffiare ed a mostrare gli artigli. In studio un politico (Giovanazzi o Giovanardi non mi ricordo neanche di preciso come si chiama, tanto è insignificante la sua esistenza) dal basso della sua tremenda ignoranza iniziava ad inveire contro Fo quasi come fosse all'altezza di poterlo fare.

Io non sposo gli ideali di Fo, sia ben chiaro. Anzi li trovo alquanto retro e sbiaditi. Ma questo atteggiamento che spesso assume la nostra classe governante nei confronti degli esponenti della cultura italiana è a dir poco vergognoso. Addirittura una mocciosetta del PDL ha imposto a Fo di rispettare il capo del governo... "Tu devi rispettare il capo del governo" strillacchiava la scema. Ma roba da matti. Vorrei vedere se da del tu anche al suo capo....

E' successo con Benigni, premio oscar, che chiedeva troppi soldi per partecipare al festival di Sanremo. Gli stessi soldi che hanno chiesto De Niro e la Bellucci per non dire un cazzo (ma quei soldi alla nostra politica non interessano).

E' successo con Umberto Eco, uno che ha ricevuto 38 lauree honoris causa, che secondo i nostri governanti imbecilli (ribadisco) non doveva permettersi di chiedere le dimissioni di Berlusconi o comunque di partecipare ad una manifestazione che perseguiva tale scopo.

E' successo con Montanelli, probabilmente il padre del giornalismo italiano e neanche di ideologie tanto diverse dall'attuale maggioranza, che però affermò che "l'Italia di Berlusconi è la peggiore mai vista, ci vorrebbe un vaccino per esserne immuni" e che quindi era diventato anziano e iniziava a sragionare.

E' successo con Enzo Biagi, altro giornalista e saggista immenso, messo alla porta perchè non seguiva la linea imposta dal governo.

E ultimamente sta accadendo anche con la chiesa. SACRILEGIO!

Altri mille sono stati negli ultimi vent'anni i cattivi esmpi che questo pezzo di merda ed i suoi seguaci hanno palesato di fronte al paese. Ma al paese va bene così. Ed in democrazia la maggioranza è la maggioranza, punto e basta.

Ripeto, io non sono pienamente d'accordo con nessuno dei sopracitati (la chiesa poi non ne parliamo) ma sapere è alla base del cambiare. Ed è per questo che con la democrazia non cambia niente. I governi non vogliono mai cambiare più di tanto. Significa concedere la libertà di cambiare innanzitutto. E l'attuale premier è troppo impeganto a pensare alla propria di libertà per concederene agli altri.

Sarà un caso ma Chesterton ad innizio 900 sosteneva che "Democrazia significa governo degli incolti, mentre aristocrazia significa governo dei maleducati."

Io sono anarchico anche per questo; è un vizio ricorrente dei governi quello di sminuire la cultura. E visto che sono essi che legiferano, io non mi fido di chi vara leggi ignorando i moniti della cultura. Non ha senso, significa soltanto esigere che la massa resti nell'ignoranza, nel non sapere.

Tu Italia continua pure a credere che democrazia significhi libertà. Vedrai come andrai lontano.

Al prossimo post. Graz

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