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sabato 2 aprile 2011

Un brano di Novatore tratto dalla raccolta "Un fiore Selvaggio"

“Nel regno dei fantasmi”
scritto con pseudonimo di Brunetta l’Incendiaria (apparso su Vertice, Arcola, 21 aprile 1921)

Se mi guardo attorno mi vien voglia di vomitare.
Da una parte lo scienziato a cui devo credere per non essere ignorante. Dall’altra il
moralista e il filosofo dei quali devo accettare i comandamenti per non essere un bruto.
Poi viene il Genio che devo glorificare e l’eroe innanzi al quale devo inchinarmi commosso.
Poi viene il compagno e l’amico, l’idealista e il materialista, l’ateo e il credente e tutta
un’altra infinità di scimmie definite e indefinite che vogliono darmi i loro buoni consigli e
mettermi, finalmente, sulla buona via. Perché – naturalmente – quella su cui cammino io è
una via sbagliata, come sbagliate sono le mie idee, il mio pensiero, il mio tutto.
Io sono un uomo sbagliato. Essi – poveri pazzi – sono tutti pervasi dall’idea che la vita li
abbia chiamati ad essere sacerdoti officianti sull’altare delle più grandi missioni, poiché
l’umanità è chiamata a dei grandi destini…Questi poveri e compassionevoli animali
deturpati da bugiardi ideali e trasfigurati dalla pazzia, non hanno mai potuto comprendere
il miracolo tragico e giocondo della vita, come non hanno potuto accorgersi mai che
l’umanità non è affatto chiamata da nessun grande destino. Se qualche cosa avessero
compreso di tutto ciò, avrebbero almeno imparato che i cosiddetti loro simili non hanno
voglia affatto di rompersi l’osso spinale per cavalcare l’abisso che l’uno dall’altro separa.
Ma io sono quel che sono, non importa cosa.
E il gracidare di queste multicolori cornacchie altro non serve che a rallegrare la mia
personale e nobile saggezza. Non udite, o scimmie apostoliche dell’umanità e del divenire
sociale, qualche cosa che romba al di sopra dei vostri fantasmi?
Udite, udite! È lo scrosciare saettante delle mie furibonde risate, che su, nell’alto
rimbomba!

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