Io non ascolto, perchè sentire da un po' mi appare grigio
come la fiamma grigia che vedo negli occhi altrui;
è già cenere che tenta di continuare ad ardere e, lenta,
soffoca sotto una campana di decadenza.
Io non ascolto, e sì che non dispongo di sapienza,
ma non ho nulla da imparare dalla frenesia fine a se stessa;
corse affannate alla ricerca del nulla tangibile,
imprecando sterili un Dio lontano dalla propria fede.
Io non ascolto, perchè dentro me c'è musica
ed il suo volume alto ed i suoi ritmi blandi,
permettono al mio equilibrio di proseguire leggero,
di continuare a credere che siamo vivi per la vita. Non per altro.
Io non ascolto, perchè nel vuoto rimbombano troppe parole,
troppi dialoghi a senso unico, troppi contraddittori inutili;
puoi fare arte su commissione, ma il pensiero deve volare libero
e, alla maniera d' Icaro, deve rappresentare l'insopprimibile.
Io non ascolto
perchè prestare attenzione non è obbligo, ma volontà;
e quando essa si manifestrà,
l'attenzione che riceverò in cambio significherà partecipazione.
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